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Burnout: significato, sintomi e consigli per prevenirlo

Burnout, sindrome di burnout

Sindrome burnout: è un problema che ho affrontato cone i miei clienti in quest’ultimo anno durante le sessioni di career coaching mi è capitato di incontrare persone molto vicine ad entrare in burnout.

Durante, ad esempio, la prima sessione della revisione del curriculum e del profilo Linkedin, quando si discute degli obiettivi, mi sono trovato di fronte professionisti con quindici anni di carriera nella finanza che dichiaravano di voler ricollocarsi nelle vendite. Ma anche Sales managers navigati che cercavano una ricollocazione in ambiti senza alcun contatto col pubblico.

E’ singolare come questo tipo di problematica abbia iniziato a manifestarsi nel 2022, anche se, per esempio, negli Stati Uniti se ne parlava approfonditamente nel corso del 2021.

Se si interviene in tempo si riescono ad evitare problemi più seri ed a recuperare totalmente l’equilibrio, anche cambiando datore di lavoro, ma facendolo secondo una scelta matura e consapevole e non come una fuga dall’inferno.

Ho raccolto in questo articolo alcuni punti per comprendere cosa sia il burnout, come riconoscerlo e come evitarlo.

Burnout: significato e descrizione

La sindrome burnout è un problema sempre più diffuso e rilevante nel mondo del lavoro. Può manifestarsi come una sensazione di stanchezza e stress costante, che sembra insormontabile. La pandemia di COVID-19 ha acuito questi problemi, con il 52% dei lavoratori che soffre di burnout, influenzando il loro sonno, la salute fisica e il loro umore.

Lo stress lavorativo non è una novità, ma la pandemia ha cambiato il modo in cui i lavoratori percepiscono il proprio lavoro, le priorità e le aspettative. Il burnout è uno dei fattori che contribuisce alle cosiddette “Grandi Dimissioni”, con lavoratori stressati e tesi sul lavoro che hanno il triplo delle probabilità di cercare un nuovo impiego, secondo un’indagine dell’American Psychological Association (APA).

Ma cos’è il burnout e come si può riconoscere? Si tratta di uno stato di esaurimento emotivo, mentale e fisico causato da periodi prolungati di stress. A differenza di una semplice giornata no o di uno stress temporaneo, il burnout è stress cronico e può interferire con la vostra capacità di funzionare sia nel contesto lavorativo, che nella vita privata.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito il burnout come un “fenomeno occupazionale” caratterizzato da:

  1. Un senso di stanchezza o esaurimento
  2. Distanza mentale o negatività o cinismo nei confronti del lavoro
  3. Diminuzione dell’efficacia sul lavoro

L’OMS sottolinea che il burnout deriva da stress lavorativo mal gestito e che il termine non dovrebbe essere usato per descrivere altre aree della vita. Tuttavia, può essere innescato da una combinazione di responsabilità lavorative e domestiche e stress, e il termine “burnout” è stato utilizzato anche in altri contesti.

Per affrontare e prevenire il burnout, è importante prestare attenzione alle cause e ai sintomi e intraprendere azioni appropriate per ridurre lo stress cronico e migliorare il proprio benessere generale.

Quali sono le cause della sindrome di burnout?

Le cause del burnout possono essere molteplici e variare da individuo a individuo. Generalmente, il burnout segue un periodo prolungato di stress, disincanto per il lavoro o altre situazioni che provocano esaurimento e disimpegno. Secondo l’indagine dell’APA, alcuni dei principali fattori di stress cronico lavorativo includono bassi salari, lunghe ore di lavoro e scarse opportunità di avanzamento di carriera. Altre possibili cause di burnout sono:

  1. Carico di lavoro eccessivo: un carico di lavoro troppo grande può causare stress ed esaurimento, aumentando il rischio di burnout. La paura di dire no ai progetti può contribuire a questo problema.
  2. Rapporti di lavoro difficili: un capo esigente o un ambiente di lavoro scomodo può portare a stress e frustrazione, aumentando il rischio di burnout.
  3. Disallineamento tra valori personali e aziendali: quando i valori di un individuo non coincidono con quelli dell’azienda, ciò può causare insoddisfazione, infelicità e improduttività sul lavoro, portando al burnout.
  4. Mancanza di significato nel lavoro: lavoratori che non percepiscono il proprio ruolo come significativo o con un impatto positivo possono essere a rischio di burnout.
  5. Insufficiente tempo libero: il tempo lontano dal lavoro è importante per rilassarsi e ricaricarsi. Non prendersi abbastanza tempo libero può contribuire a livelli di stress più elevati e al burnout.
  6. Mancanza di riconoscimento per il lavoro svolto: sentirsi inosservati o sottovalutati può ridurre la soddisfazione lavorativa e portare al burnout.
  7. Sensazione di mancanza di controllo: non essere coinvolti nelle decisioni sul lavoro o non avere le risorse necessarie per svolgere il proprio lavoro in modo efficace può causare esaurimento.
  8. Squilibrio tra lavoro e vita privata: lavorare eccessivamente senza concedersi il tempo per rilassarsi può portare al burnout.

È importante essere consapevoli di queste cause e lavorare per ridurre lo stress cronico e migliorare il benessere generale nel contesto lavorativo.

Sintomi Burnout: quali sono?

È importante riconoscere i segni della sindrome burnout e affrontarli tempestivamente, poiché ignorare questi sintomi burnout può avere un impatto negativo sulla salute e sul benessere a lungo termine. Lavorare molte ore e assumersi troppe responsabilità possono portare a esaurimento fisico ed emotivo dovuti ad affaticamento mentale, influenzando negativamente la qualità della vita lavorativa e personale. Di seguito sono elencati alcuni segni comuni di burnout che meritano attenzione:

  1. Perdita di entusiasmo per il lavoro: il burnout può manifestarsi come cinismo o disinteresse verso il lavoro, influenzando sia la vita lavorativa che quella personale.
  2. Calo delle prestazioni: la mancanza di motivazione, l’atteggiamento apatico e i problemi di attenzione e concentrazione possono portare a una diminuzione della produttività e delle prestazioni sul lavoro.
  3. Esaustione fisica ed emotiva: il burnout può causare fatica, difficoltà nel dormire e una sensazione di svuotamento emotivo associato al lavoro.
  4. Ansia o paura legate al lavoro: sentirsi ansiosi o demotivati in vista della settimana lavorativa o riguardo a specifiche situazioni lavorative può indicare un esaurimento.
  5. Disturbi fisici: il burnout può manifestarsi attraverso sintomi fisici come mal di testa, tensione muscolare, problemi digestivi, variazioni di peso, palpitazioni, fiato corto, vertigini, raffreddori frequenti e cambiamenti dell’appetito.

È fondamentale affrontare questi segni di burnout per mantenere una buona salute mentale ed emotiva e garantire una vita lavorativa sostenibile e soddisfacente. Prendere in considerazione l’adozione di misure per ridurre lo stress e migliorare il benessere generale è cruciale per prevenire il burnout e garantire una vita equilibrata tra lavoro e vita privata.

Scherziamoci sopra…..

Come posso superare il burnout?

Superare il burnout lavorativo può essere un’impresa impegnativa, ma è possibile farlo attraverso un approccio olistico e un’attenzione dedicata al proprio benessere. Ecco alcuni passi essenziali da seguire per riprendersi dal burnout:

  1. Comunicare con il supervisore: Inizia affrontando i problemi e identificando gli aspetti del tuo lavoro che stanno causando lo stress. Coinvolgi il tuo supervisore nel trovare soluzioni che ti aiutino a gestire meglio il carico di lavoro e a riequilibrare la tua vita lavorativa.
  2. Chiedi aiuto ad un professionista: Se il burnout sta influenzando la tua capacità di funzionare quotidianamente, è importante cercare l’aiuto di un professionista. Se la situazione è già abbondantemente compromessa non si può prescindere da un approccio terapeutico, che può aiutarti a elaborare strategie e offrire orientamento per affrontare sia il tuo ambiente lavorativo che la tua salute mentale. Se intervieni prima, un buon career coach può aiutarti ad oggettivare i problemi ed a trovare le soluzioni per uscirne e la forza e determinazione necessarie per metterle in pratica.
  3. Pianificare il tempo libero: Assicurati di dedicare del tempo alle attività rilassanti e agli hobby che ti piacciono. Questi momenti di distrazione possono aiutarti a rilassarti e a riconnetterti con te stesso al di fuori del lavoro.
  4. Stabilire un equilibrio tra lavoro e vita privata: I confini chiari tra il lavoro e la vita personale sono fondamentali per superare il burnout. Comunica con il tuo datore di lavoro su questi limiti e collabora per trovare un equilibrio sostenibile.
  5. Prenditi una pausa: A volte, la cosa migliore da fare per superare il burnout è prendersi una pausa dal lavoro. Valuta quanto tempo ti occorre per recuperare e utilizza le ferie  ed i permessi retribuiti per concentrarti sulla tua salute.
  6. Valuta un cambio di lavoro: Se il tuo ambiente lavorativo promuove una cultura del burnout o manca di supporto, potrebbe essere il momento di considerare un cambio di lavoro. Ricorda, però, di fare una ricerca approfondita per trovare un nuovo datore di lavoro che offra vantaggi e benefici che rispondano meglio alle tue esigenze, ed anche in questo caso un buon career coach ti può guidare in sicurezza.

Conclusioni

In conclusione, prenditi cura di te stesso e investi nel tuo benessere durante il processo di recupero dal burnout. Raggiungere un equilibrio tra lavoro e vita personale e garantire il supporto adeguato è fondamentale per ristabilire la tua salute mentale e la soddisfazione lavorativa.

E’ fondamentale intervenire prima possibile: quanto più tempestivo è l’intervento e tanto minori saranno i danni ed i tempi ed i costi per recuperare.

Come career coach ho avuto un ruolo importante nel riportare equilibrio: i clienti su cui sono intervenuto tempestivamente hanno trovato un nuovo equilibrio, quelli su cui siamo intervenuti in una fase già evoluta hanno trovato un nuovo lavoro in una azienda che agevola il loro equilibrio.

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