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Ricerca di personale efficace

ricerca di personale

Le tue attività di ricerca di personale non portano i risultati che vorresti?

Ci sono quattro elementi comuni a quasi tutte le situazioni che le aziende devono affrontare quando si ricerca personale qualificato:

  1. pressione per riempire una posizione,
  2. creazione di una descrizione del lavoro completa ma realistica,
  3. gestione dei colloqui con i candidati,
  4. inserimento rapido ed efficace di un nuovo assunto.

Tutti i problemi che oggi una azienda può avere nel trovare nuovi collaboratori derivano da queste quattro voci.

C’è un aspetto importante da considerare, ovvero l’effetto domino.

Se si fanno errori nel primo punto, inevitabilmente si porteranno, amplificati, anche nelle altre fasi successive, portando ad assunzioni problematiche o a nessuna assunzione, sprecando così tempo, denaro e sforzi .

Come puoi riconoscere ed evitare queste comuni insidie? Risolta fornisce soluzioni semplici su come garantire che il tuo processo di ricerca di personale rimanga sui giusti binari in modo da poter reclutare e trattenere i migliori talenti per la tua azienda.


1. Problema: la sindrome della sedia vuota

La tua azienda ha un ruolo vitale da ricoprire e sei sotto pressione per assumere rapidamente il profilo adatto.

La fretta di riempire una sedia vuota potrebbe essere dovuta a:

  • Uno staff esistente sottodimensionato
  • Un progetto che richiede risorse aggiuntive o un nuovo set di competenze non attualmente presenti in azienda
  • Scadenze stagionali, come dichiarazioni annuali o trimestrali
  • La partenza improvvisa di un dipendente chiave, per qualsiasi motivo
ricerca di personale: la sedia vuota

Sfortunatamente, le ricerche e le selezioni affrettate di solito hanno delle conseguenze.

Per quanto ti senti sotto pressione per far sedere qualcuno su quella sedia vacante, affrettarti a prendere una decisione aumenta solo la probabilità di assumere male, creando la necessità di ripetere il processo, che ti costerà molto tempo, fatica e denaro.

1. Soluzione: Investire nella pianificazione strategica dei talenti

Hai iniziato a cercare candidati in primo luogo perché hai un bisogno urgente, ma un’assunzione affrettata è generalmente una cattiva assunzione. Le aziende che dedicano tempo ed energie alle attività di pianificazione dei talenti ottengono risultati costantemente migliori di quelle che non lo fanno. Ma sono ancora pochissime le PMI italiane che hanno perlomeno abbozzato un processo di Talent Acquisition.

Questo oggi è un vantaggio competitivo che si allargherà sempre più. Cogli ora un vantaggio che ti porterai a favore per almeno 10 anni!

“La sessione di Pianificazione Strategica dei Talenti ci ha fornito una direzione chiara e ci ha impedito di rimanere bloccati in una modalità imprenditoriale con una squadra che dovevamo superare”.

Se non si interviene, si è sempre costretti ad assumere in modo completamente reattivo, esponendosi a due criticità: assumere figure mediocri per non lasciare la posizione vacante o non assumere e ridefinire le attività interne generando altri problemi nel medio periodo.

Il suggerimento è quello di guardare la ricerca di personale con una lente diversa: strategicamente.

In definitiva si deve pensare alle risorse umane ed alla loro acquisizione, sviluppo e gestione come ad un investimento e non come una mera voce di costo.

Se si approccia la cosa in questo modo si ottiene sia il vantaggio totale di assumere i talenti migliori in assoluto, che il vantaggio di essere maggiormente preparati anche alle emergenze: si riuscirà a fare fronte a dimissioni improvvise in tempi rapidi ma con scelte ponderate e molto più qualitative.


2. Problema: cercare il candidato sbagliato

Ora sei pronto per iniziare la tua ricerca. La job description, che determina anche il testo dell’annuncio, viene redatta o sul dipendente in uscita (magari aggiungendo qualcosina di importante) o costruendone una modello raccogliendo parti da varie fonti e traducendole nel linguaggio della tua azienda.

Poi si “pubblicizza” la tua ricerca di personale spingendola nelle bacheche più diffuse e/o su LinkedIn.

I curriculum iniziano ad arrivare, tanti, molto più di quello che ti aspettavi (se è la prima volta che pubblichi è così).

Ma sono curriculum mediocri, nella migliore delle ipotesi

ricerca di personale ricerca del candidato sbagliato

Siccome la pressione che abbiamo visto al punto 1, è ben presente, il primo passo è quello di pensare che forse i curriculum non sono scritti bene o aggiornati, quindi magari al colloquio ci sorprenderanno e fai colloqui. Qui segue la fase in cui si tenta di convincersi che il meno peggio potrebbe comunque funzionare per quella situazione.

Se vai avanti in questa strada e non hai fortuna, creerai altri problemi, anche agli interni.

Il passo successivo è quello che noi chiamiamo “la ricerca dell’Unicorno”, ovvero la ricerca di una figura professionale che non esiste in natura, o se esistesse, non verrebbe mai a lavorare nella tua azienda.

2. Soluzione: focalizzati su ciò che conta e sui “must have”

Anche se sei in grado di filtrare tutti i curricula mediocri e ne hai solo alcuni di fronte a te, non lasciarti distrarre dai quelli che vanno abbastanza bene, senza assicurarti che le qualifiche critiche siano soddisfatte.

Se devi assolutamente avere un marketing manager con esperienza in agenzie, non accontentarti di un candidato che ha lavorato solo internamente.

Se hai bisogno di un contabile con forti capacità nel controllo di gestione, un contabile fiscale senza quel set specifico di competenze potrebbe non essere in grado di fare bene.

“Risolta mi ha sfidato a pensare alla ricerca di personale in modo diverso. E se potessimo assumere dei soggetti in grado di farci salire di livello per le posizioni chiave e non limitarci a ricoprire quelle posizioni chiave con la persona migliore che ha risposto al nostro annuncio?”

Una volta che hai chiaro quali sono queste qualifiche critiche, fai attenzione a pubblicizzarle su mega bacheche di lavoro on line. Queste pubblicazioni possono comunque creare notorietà al marchio, ma solo fino ad un certo punto perché l’effetto boomerang è dietro l’angolo, ma il tema che vogliamo che passi è che la maggior parte dei candidati di altissimo livello, insomma le superstar del ruolo, sono candidati passivi: questo significa che non sono attivamente alla ricerca di una nuova opportunità professionale, non vanno su monster o infojobs, ed il profilo LinkedIn lo aprono solo nelle feste nazionali.

Questo è uno dei motivi principali per cui non si “trovano candidati con le competenze che cerchiamo”. In generale è sempre così, ma oggi con le incertezze post pandemia, il professionista top è impegnato al 120% nel far ripartire la propria azienda e non pensa ad altro. (che è poi quello che tutti vorremmo per i nostri collaboratori in azienda).

L’unico modo è lavorare con una società di ricerca e selezione del personale in grado di sostenere la pianificazione dei talenti ed impostare per la tua azienda un programma efficace di Talent Acquisition.


3. Problema: gestire i colloqui nella ricerca di personale

Hai fatto il lavoro e sei pronto per organizzare i colloqui, ma se non disponi di un processo strutturato e gestito, potrebbe finire per essere il processo a gestire te.

Anche un aspetto banale come allineare le agende dei candidati con tutti gli attori interni coinvolti può essere problematico e si rischia di avere sessioni di colloquio per la stessa posizione con un diverso insieme di intervistatori.

gestire i colloqui nella ricerca di personale

Le interviste sono spesso programmate all’ultimo minuto e le parti interessate all’interno dell’azienda non vengono preparate in anticipo. Ciò si traduce in una mancanza di consenso e allineamento, che rende difficile una valutazione omogenea ed un confronto accurato. Peggio ancora, questa mancanza di preparazione può avere un effetto negativo sui candidati migliori.

In questo quadro di confusione, di diversa percezione, e di pressioni verso una chiusura, è probabile che chi ha la responsabilità diretta di quella specifica ricerca di personale tenda a semplificare anche il copione delle domande, finendo per trascurare difetti significativi nell’esperienza e nelle competenze dei candidati.

E nella fretta di chiudere bene la selezione si trovano ad un bivio: da un lato assumere un mediocre, dall’altro dare la colpa allo skill gap, al reddito di cittadinanza, al covid o a qualsiasi cosa per far passare il concetto che non si è assunto nessuno perchè non era materialmente possibile.

Ma non è così.

3. Soluzione: standardizzare l’intero processo di ricerca di personale

Secondo SHRM, la più grande comunità mondiale sulle Risorse umane , le aziende che non applicano un processo di colloquio di selezione standardizzato hanno cinque volte più probabilità di fare una cattiva assunzione rispetto a quelle che ne utilizzano uno.

Un processo standardizzato fornisce sia gli strumenti per porre domande che minimizzino il rischio di valutazioni improprie, che, soprattutto, porta a valutare i candidati con le stesse metriche.

In questo modo la decisione potrà essere presa con i migliori presupposti ed i minori rischi.

Si devono sempre includere gli stessi partecipanti alle sessioni di una singola ricerca.

Vanno costruiti dei set di domande od argomenti chiave per ogni fase del processo del colloquio di selezione.

Assegniamo questi argomenti specifici al collega più qualificato in modo da ottenere informazioni coerenti tra tutti i candidati.

Dopo ogni sessione, chiedi ai partecipanti di condividere le informazioni secondo il processo predeterminato così da poter fare un confronto omogeneo (“mele con mele, arance con arance”.

“La partnership di Risolta è stata parte integrante della nostra crescita e del nostro successo. Il loro processo, la loro attenzione ai dettagli e la loro esperienza li rendono un ottimo partner per la ricerca e la valorizzazione del talento”.

Molti sostengono una corrispondenza fra i colloqui ed i primi appuntamenti, in cui la chiave consiste nel fare una prima impressione positiva ed affascinante.

E’ in parte vero, ma la differenza sta proprio nell’andare oltre la prima impressione e valutare tutti gli aspetti rilevanti per il ruolo, la mansione e le abilità che il candidato si troverà a ricoprire.

Costruire e gestire un processo standard è fondamentale.


4. Problema: la lunga strada per la piena operatività

Alla fine, hai un nuovo assunto e ti senti fortunato e sereno perché hai messo in squadra un buon candidato.

Ma ci vuole un’eternità per mettersi al passo con i colleghi!

Sei deluso e speravi che sarebbe stato in grado di essere più produttivo in un tempo minore. Ma sia tu che il tuo nuovo dipendente condividete la frustrazione e vi preoccupate che il rapporto possa interrompersi.

onboarding e ricerca di personale

Molti confondono l’orientamento dei nuovi dipendenti con l’onboarding (di fatto, una quota di clienti dichiaravano di avere un processo di onboarding strutturato, ma si trattava proprio di orientamento), ma sono processi molto diversi.

L’orientamento è un evento unico che accoglie i nuovi assunti nella tua azienda. In questo c’è la compilazione dei documenti necessari per gli adempimenti, incontrare alcuni colleghi e imparare a lavorare con la fotocopiatrice e la caffettiera.

Ma l’onboarding è un processo continuo che inizia con la decisione di assumere un dipendente e continua fino a quando il nuovo assunto non diventa un membro produttivo del team.

4. Soluzione: costruire un programma solido di Onboarding

La mancanza di un corretto onboarding può creare grossi problemi anche ad ottimi candidati, ma sicuramente darà grattacapi all’azienda.

I solidi programmi di onboarding aiutano i dipendenti a capire come avere successo nel loro lavoro, come il loro operato contribuisce agli obiettivi aziendali generali e garantisce che il manager e il nuovo dipendente siano adeguatamente allineati.

L’onboarding e l’integrazione efficaci consentono a un nuovo dipendente di diventare un membro produttivo e attivo del team nel più breve tempo possibile.

Un programma di onboarding efficace comprende, se possibile ed opportuno il coinvolgimento dei dipendenti in uscita, si basa su indicatori di progresso chiari e su metriche di responsabilità e verifica per il nuovo dipendente a intervalli di tempo regolari.

Studi hanno dimostrato che un solido processo di onboarding può migliorare la fidelizzazione dei neoassunti fino all’82% e, in seguito, può migliorare la produttività di quel dipendente fino al 70%.

L’onboarding è una parte critica e spesso trascurata del processo di assunzione.

Contattaci per ulteriori informazioni su come possiamo aiutarti ad integrare efficacemente i tuoi nuovi membri del team.

Vantaggi di un forte programma di Onboarding

  • Riduce il turnover ed i costi associati
  • Migliora la capacità di trattenere i talenti
  • Riduce il tempo per la piena produttività
  • Allinea i nuovi colleghi con la squadra, con la cultura societaria, con gli obiettivi e con lo stile di leadership
  • Aumenta la fidelizzazione e la motivazione del dipendente
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Sviluppo Risorse Umane Formazione

sviluppo risorse umane

 

Lo sviluppo delle Risorse Umane è sinonimo di sviluppo aziendale

Una risorsa competente e motivata costa di più. No. La si paga di più rispetto ad una meno competente (e ci mancherebbe altro…) e l’azienda deve impegnarsi per trattenerla, vero, ma rende all’azienda molto più di quanto viene pagata. E questo non è un costo: è un investimento.

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Welfare Aziendale

welfare aziendale

Il welfare aziendale è un punto ormai irrinunciabile

Le Aziende lungimiranti sanno che il benessere  dei propri  lavoratori è determinante per mantenere il proprio business in salute e per agevolarne la crescita.

Implementare programmi di Welfare aziendale è, dovrebbe essere, una prassi consolidata per rendere migliore la vita ai collaboratori. Conciliare meglio la relazione fra lavoro e vita privata  è l’obiettivo morale che lo strumento welfare aziendale si prefigge: aumentare la serenità dei collaboratori aumentandone il potere di acquisto, migliorando il clima lavorativo porta come frutti immediati la drastica riduzione del turnover e dell’assenteismo oltre che un incremento sensibile della produttività individuale e delle performances aziendali.

La visone di Risolta sul Welfare Aziendale

Nella visione del sistema HR da parte di Risolta, il sistema di Welfare Aziendale non rappresenta un punto a se stante, ma è invece il contenitore in cui i benefici degli altri interventi trovano una realizzazione sinergica come punto di verifica finale al termine di un ciclo completo che vede al centro la risorsa umana.
Mettere in piedi un sistema di welfare aziendale non è una operazione particolarmente difficile. Progettare ed implementare un sistema di Welfare Aziendale che sia efficiente (ovvero che ottenga il massimo dalle risorse stanziate) ed efficace (ovvero che porti a dipendenti ed azienda il massimo beneficio) non è affatto banale. Ma è il nostro lavoro.

Risolta e il Welfare Aziendale

Requisiti del Welfare Aziendale

Contenuti del Welfare Aziendale

Risultati del Welfare Aziendale

Progettiamo e definiamo le basi:

  • Platea dei beneficiari
  • Finanziamento del piano (Finanziamento diretto o conversione dei Premi di Risultato)
  • Ricerca della maggior convenienza

Costruiamo il panel dei prodotti/servizi che vanno a comporre il sistema:

  • Sanità integrativa
  • Logistica agevolata/convenzionata
  •  Sostegno allo studio
  •  Servizi alla persona
  •  Assicurazione integrativa
  • Previdenza integrativa
  • Benefits
  •  Finanza Agevolata
  • Servizi e convenzioni complementari

Costruzione e redazione di report sui benefici per i dipendenti e per l’azienda

  • Fiscali
  • Attrattività
  • Produttività
  • Maggior Potere di Acquisto
  • Clima ed ambiente di lavoro

Integrazione del Welfare Aziendale nel sistema HR dell’impresa

La copertura a 360° di Risolta sui servizi per la gestione delle risorse umane rende la nostra proposte di welfare aziendale assolutamente vincente. Il collegamento con l’analisi di clima consente di focalizzare perfettamente gli obiettivi più efficaci, i sistemi di valutazione e premiante portano a una determinazione ottimale dei premi di risultato portando alla definizione del sistema di welfare aziendale più efficiente ed  efficace che abbiate potuto immaginare.

RISOLTA RISOLVE I PICCOLI E GRANDI PROBLEMI AZIENDALI

Bastano pochi minuti del vostro tempo per consentirci di inquadrare il problema al meglio e di mettervi in contatto con il miglior consulente disponibile

RISOLTA si impegna a proteggere e rispettare la privacy degli utenti: le informazioni personali raccolte vengono utilizzate solo per amministrare gli account e fornire i prodotti e servizi richiesti. Gli utenti potrebbero essere contatti con suggerimenti su prodotti, servizi o altri contenuti che a nostro giudizio potrebbero interessare loro.
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Trattenere i talenti analisi equità retribuzioni

equità retributiva

 

Politiche retributive: l’importanza dell’equità delle retribuzioni

Nel quadro complesso delle politiche retributive aziendali il punto relativo all’equità delle retribuzioni ha una importanza cruciale.
Ci sono aziende che funzionano bene senza sistema premiante, senza attenzioni strutturate al clima organizzativo, ma nessuna azienda può funzionare bene a lungo senza equità retributiva.

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Valutazione del personale – Sistemi premianti aziendali

sistema premiante aziendale

 

Finalità ed ambiti di applicazione della valutazione del personale

Molto in teoria la valutazione del personale potrebbe essere determinante in situazioni di crisi aziendale per decidere su quali risorse puntare per la ripresa e su quali è opportuno rinunciare per liberare liquidità. Questo non funziona, perchè le situazioni di crisi sono mediate con le organizzazioni sindacali e la scelta su chi inserire negli esuberi non è quasi mai figlia di una valutazione seria quanto più di una serie di situazioni mediate (..e poi ci si domanda come mai sono così poche le aziende che si riprendono dopo una crisi..)

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Analisi del Clima organizzativo

Analisi del clima organizzativo

Cos’è l’analisi del clima organizzativo

L’Analisi di Clima può essere paragonata ad un termometro che con le sue indicazioni avverte di eventuali alterazioni in atto nella vita organizzativa. Il clima organizzativo identifica una caratteristica non strutturale o “soft” delle organizzazioni, contrapposta a quelle strutturali o “hard”. Il clima organizzativo rappresenta l’insieme delle percezioni condivise e correlate tra loro relative alla realtà lavorativa, ovvero il modo in cui i soggetti percepiscono e interpretano la vita in azienda con le sue caratteristiche. È la sintesi delle percezioni soggettive, delle mappe cognitive di ogni persona coinvolta, le rappresentazioni individuali, le interazioni tra i soggetti, il contesto organizzativo e la cultura dominante in azienda.

Perché fare l’analisi del clima organizzativo

Di solito, le finalità  sono quelle di ascoltare, comprendere, diagnosticare il clima, la coesione e la cultura dell’organizzazione. Di conseguenza i risultati ottenuti portano l’azienda a rispondere con le modalità di intervento idonee a realizzare il miglioramento desiderato. Sono diversi gli obiettivi principali di un’analisi del clima aziendale:

  1. comprendere il vissuto del personale
  2. riconoscere le aspirazioni del personale
  3. individuare le criticità, spesso sommerse, su cui intervenire
  4. promuovere con successo il coinvolgimento e la condivisione della cultura organizzativa e degli obiettivi aziendali.

E’ importante che l’intervento sia sostenuto dalla direzione e che sia comunicato correttamente alle persone che saranno coinvolte nell’indagine, spiegandone le ragioni e lo scopo

Quando è consigliabile l’analisi del clima organizzativo

Solitamente l’analisi del clima organizzativo viene richiesta in presenza o in prospettiva di cambiamenti organizzativi, logistici, gestionali. La ragione di questo sta nel prevenire gli eventuali disagi che possono influenzare il benessere aziendale e, di conseguenza, la qualità e la produttività.

Nonostante questo approccio, però, la nostra opinione è leggermente diversa: se avvertite in azienda un decadimento delle prestazioni complessive senza che sia stata individuata una causa certa, forse è il momento di intervenire con una analisi del clima organizzativo perché la sotto performance è determinata da una serie di micro carenze da parte della maggior parte della forza lavoro. Nel paragrafo successivo, in cui affronteremo i fattori oggetto di analisi, forniremo anche uno schema minimale per individuare questi segnali

I fattori da indagare nell’analisi del clima organizzativo

In sintesi, si può  sostenere che gli elementi i base nell’analisi del clima organizzativo siano: i ruoli e gli obiettivi, la pressione lavorativa, la coesione tra colleghi, la relazione con i capi, le prospettive di sviluppo e la motivazione. Questi aspetti vengono analizzati sulla base dei principali fattori in si manifestano: Relazioni; Comunicazione; Partecipazione; Organizzazione; Fiducia; Condizioni lavorative; Leadership dei manager e Valorizzazione. Piccole insoddisfazioni legate anche ad uno di questi fattori significano inevitabilmente un impoverimento del potenziale esprimibile dalla nostra organizzazione. Si parla di potenziale perché questo viene subito intaccato anche da criticità minime, mentre quando il livello di insoddisfazione è più alto si riscontrano effetti più visibili e misurabili.

Riconoscere i segnali della necessità di una analisi del clima organizzativo

#FATTORIDESCRIZIONESEGNALI
1RelazioniValidità delle relazioni interpersonaliAssenteismo – Elevato turnover
2ComunicazioneQualità delle comunicazioni interne: livello di condivisione della conoscenzaErrori nell’esecuzione dei lavori – Tempi di lavoro dilatati
3PartecipazioneQuanto le persone si sentono coinvolte nelle scelte aziendali e se si sentono parte dell’organizzazioneErrori nell’esecuzione dei lavori – Insoddisfazione dei clienti
4OrganizzazioneConsiderazione delle persone sul funzionamento dell’organizzazioneRitardi nei pagamento o insoluti – Tempi di lavoro dilatati
5FiduciaQuanto le persone si fidano dei colleghi e dei responsabili e se credano nelle loro capacitàCattivo uso degli strumenti – Sprechi di risorse
6Ambiente di lavoroLivello di stress delle persone e sulla qualità dell’ambiente lavorativoNumero di infortuni – Elevato turnover
7Leadership del managementCome le persone ritengono di essere gestite dai loro capiErrori e ritardi nell’esecuzione dei lavori – Scioperi e tensioni sindacali
8ValorizzazioneLe persone si ritengono valorizzate dall’azienda secondo le loro capacità e competenzeAssenteismo – Cattivo uso degli strumenti

Quelli che sono riportati nella colonna SEGNALI sono dati puramente indicativi che hanno un mero valore statistico. Questi indicatori/effetti variano da azienda ad azienda sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. Lo scopo di questa tabella è, qui, di offrire alcuni spunti di riflessione e, magari, un principio di autoanalisi.

Questionari standard e/o questionari ad hoc nell’analisi del clima organizzativo

Risolta ha uno schema standard che si applica a praticamente la totalità di tipologie aziendali. Questo però non considera l’eventuale prevalenza di uno o più fattori rispetto ad altri. Per questo possiamo predisporre i questionari in maniera personalizzata sulla base dei fattori da indagare approfonditamente e li somministriamo all’intera popolazione o al campione prescelto.

NOTA: i questionari personalizzati sono tipicamente edizioni ESPANSE dello standard. E’ comunque una prassi suggerita il verificare comunque anche quegli aspetti che si danno per scontati.

Il colloquio motivazionale a completamento dell’analisi del clima organizzativo

Successivamente alla somministrazione del questionario viene svolto un colloquio motivazionale. Il colloquio viene svolto con la stessa popolazione a cui è stato sottoposto il questionario.

Risultati dell’analisi del clima organizzativo: le azioni correttive

L’elaborazione dei questionari e la sintesi dei colloqui producono un report in cui sono evidenziate le aree sensibili con punti di criticità e/o comunque passibili di miglioramento. Per rendere efficace l’analisi del clima organizzativo e cogliere così tutte le opportunità di miglioramento è indispensabile che si dia corso alle azioni correttive: corsi di formazione, processi di ridefinizione organizzativa, analisi di processi, revisione dei canali di comunicazione interna, interventi di miglioramento logistico, coaching, ecc…

Il feedback ai partecipanti all’analisi del clima organizzativo

Tutti i collaboratori oggetto dell’analisi del clima organizzativo devono essere coinvolti nella comunicazione dei risultati emersi, illustrando loro le conclusioni emerse e le azioni suggerite.

Il monitoraggio del clima organizzativo

Più che il monitoraggio del clima organizzativo è essenziale il monitoraggio delle azioni correttive. Risolta supporta l’azienda in questo monitoraggio con il rilascio di strumenti e metodologie di verifica ad hoc

RISOLTA RISOLVE I PICCOLI E GRANDI PROBLEMI AZIENDALI

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